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Il
rimedio omeopatico agisce sia sul piano fisico sia sul piano psichico ed
è quindi importante identificare tutte le alterazioni che si sono
verificate nell'organismo per capire qual è il rimedio giusto da
somministrare.
Per questo quando un medico omeopatico entra in contatto con un
paziente, deve prendere in considerazione sia il problema specifico che
gli viene sottoposto dal punto di vista fisico, sia gli aspetti
psicologici e comportamentali di quella persona che si sono modificati
con l'insorgenza della malattia. Il medico omeopatico è insomma un
medico molto curioso e la sua visita è necessariamente lunga.
La visita
omeopatica si articola in tre momenti: l'osservazione, l'interrogatorio,
l'esame clinico. Si dedica lungo tempo alla raccolta delle informazioni
con un duplice obiettivo: conoscere nei dettagli i sintomi presentati
dal paziente, sia quelli più legati alla malattia, sia quelli che
apparentemente lo sono meno ma che spesso si rivelano determinanti per
la scelta del rimedio, stabilire con il paziente un rapporto più ampio,
che facilita una conoscenza approfondita della sua personalità, della
sua vita, delle sue relazioni e delle tematiche psicologiche dominanti.
L'osservazione
Il
comportamento di una persona “svela” un comportamento razionale, che
viene adottato per diversi motivi, ma a volte non appare assolutamente
alla persona che lo attua.
In
quest'ultimo caso si tratta di un modo per comunicare contenuti o disagi
che la persona ignora o rimuove, e che appaiono all'esterno in modo
diremmo camuffato, ma riconoscibile a un'osservazione attenta e
professionale.
Questi
segni sono importanti perché indirizzano verso una comprensione della
persona. L'omeopata deve necessariamente scoprire la personalità
profonda del paziente e conoscere anche le modalità reattive più intime
e spontanee caratteristiche di quella persona.
Si tratta
di riconoscere gli elementi essenziali, sia fisici sia mentali, che
muovono la fisiologia dei paziente e che ne possono spiegare le
deviazioni biologiche verso la patologia.
L'osservazione riguarda quindi il modo di muoversi, di parlare, di porre
al medico domande circa la propria salute, ecc. L'osservazione attenta è
quindi uno strumento che può orientare l'interrogatorio vero e proprio e
fornire indicazioni sulle modalità di reazione più profonde, utili per
avvicinarsi alla terapie sempre più adatta ed efficace.
L'interrogatorio
È la parte
più rilevante della visita omeopatica, in quanto consente di analizzare
in dettaglio i sintomi di cui spontaneamente il paziente parla, e di
passare al vaglio anche settori, organi e zone fisiche e mentali
apparentemente indenni.
Molto
spesso il paziente infatti dimentica importanti affezioni o sintomi, un
po' perché non è abituato a metterli in relazione con il problema che ha
denunciato, un po' perché alcuni fanno parte ormai del suo sistema,
tanto da non essere considerati neanche più dei sintomi.
Il medico
omeopata farà dunque molte domande, dopo avere ascoltato con attenzione
una prima descrizione spontanea del problema, per raccogliere il maggior
numero di informazioni.
L'esame clinico
La visita
clinica permette di raccogliere elementi essenziali per la formulazione
di una diagnosi corretta e indica o conferma la necessità di procedere a
ulteriori accertamenti di laboratorio o strumentali.
La visita
non si differenzia da quella convenzionale per gli aspetti classici:
osservazione esterna, palpazione, auscultazione dei cuore e dei polmoni
e così via; alcune informazioni, invece, fanno parte di un'indagine
particolare che, come per l'interrogatorio, fornisce elementi utili per
indirizzare la scelta del rimedio: il carattere generale della pelle, la
tipologia somatica (costituzione, eventuale sovrappeso e sua
distribuzione, caratteri dell'eventuale sudorazione e del suo odore
caratteristico), il tipo delle eventuali lesioni o elementi patologici
come gli eczemi, le ulcerazioni mucose e gli edemi, lo sviluppo sulla
pelle di nei o forme patologiche (verruche, miceti), alcuni segni
caratteristici delle palpebre, della labbra, dei rossori cutanei e così
via.
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